lunedì 12 gennaio 2026

ORIENTAL PEACE


La Oriental Peace è una rosa Meilland, tra le rose a cespuglio di questo gruppo è forse la più apprezzata soprattutto per il suo profumo. I fiori sono giallo con bordi rosa,  il contrasto tra il fiore ed il fogliame scuro è molto bello.È una pianta molto vigorosa,resistente alle malattie  e rifiorente, se coltivata con cura riesce a fiorire da maggio ad ottobre.


Botero (Meilland)

La Botero è una rosa della famiglia Meilland dal profumo intenso e dal bellissimo color rosso corallo,rifiorente e molto vigorosa,può superare il metro di altezza,adatta anche per la coltivazione in vaso.
Come tutte le rose ama posizioni assolate,anche se in piena estate posizioni semiombra permetterebbero una fioritura più duratura .

domenica 9 marzo 2025

Red Meidilan



Red Meideland
Rosa paesaggistica della Meilland. 
Ha fiori semplici, rossi con centro chiaro, fioritura abbondante e  prolungata per tutta la stagione estiva.
Molto tappezzante e resistente alle malattie.
 Proprio per queste caratteristiche è molto utilizzate per coprire scarpate e creare una macchia di colore in giardino

sabato 8 marzo 2025

Julio Iglesias


Julio Iglesias
Questa rosa
è una delle più belle fra tutte le rose variegate.
Fa parte della collezione Meilland.
Adatta per essere coltivata a cespuglio o come rosa rampicante.
Molto profumata e resistente alle malattie.


giovedì 6 marzo 2025

Frederic Mistral


Frederic Mistral
Rosa grandifiori della Meilland rifiorente.
Ha una fioritura abbondante di colore rosa Veneziano.
Pianta molto vigorosa e resistente

mercoledì 5 marzo 2025

Pierre Arditi



La rosa Arditi appartiene alla famiglia delle grandifiori Meilland, colore bianco puro e molto profumata.
È una rosa molto resistente sia al freddo che alle malattie.
 

sabato 28 marzo 2020

La Salvia


Come mai non riesco a fare vivere la salvia? 

Mi trovo spesso a dover rispondere a questa domanda. 

Coltivare la salvia non è difficile soprattutto se si coltiva in piena terra. 
È resistente al freddo e vive benissimo in pieno sole, ma non sopporta i ristagni d'acqua. 

Piantare la salvia in giardino in piena terra è sempre la scelta migliore. 
È molto importante scegliere con attenzione il posto dove piantarla, che sia assolato e areoso ma soprattutto scegliere la parte di giardino dove non ci siano ristagni d'acqua.

I problemi si presentano quando per scelta o per esigenza si decide di coltivare la salvia in vaso.

Ci sono alcuni accorgimenti importanti da seguire se si sceglie di coltivare una pianta di salvia in vaso:

1) Al momento del'acquisto scegliere la pianta che a noi sembra più giovane o che abbia una bella vegetazione.

2) Valutare con attenzione la dimensione del vaso che vogliamo usare, un vaso troppo grande comporta una maggiore umidità che può danneggiare la salvia, se abbiamo a disposizione vasi grandi valutare di mettere più piante.

3) Usare un buon terriccio, a mio avviso i migliori sono quelli fatti con miscuglio di torbe meglio ancora con aggiunta di pomice, può andare bene anche un terriccio fatto con compostaggio vegetale, sconsiglio di usare terricci  di compostaggio organico.

4) Dopo che abbiamo piantato la salvia in un vaso adatto con il terriccio giusto, dobbiamo valutare la posizione .
In precedenza ho detto che la salvia vive benissimo in pieno sole, questo è vero se la salvia è coltivata in terra, se viene coltivata in vaso la cosa cambia un po'.
Dobbiamo mettere in conto che se abbiamo un terrazzo assolato in piena estate il calore è amplificato dalle piastrelle e dal muro e questo causa non pochi problemi alle piante.
Se purtroppo l'unico posto disponibile è un terrazzo assolato, dobbiamo in qualche maniera proteggere la salvia dal sole diretto.

5)  Cosa molto importante : l'annaffiatura.
Una volta trapiantata dobbiamo bagnare la pianta per far si che il terriccio aderisca bene al vecchio pane di terra , poi per i primi giorni non è necessario annafiarla tutti i giorni,soprattutto se si sono usati vasi grandi e se la stagione è fresca, via via che passa il tempo la pianta cresce e le temperature alzano, aumentiamo la frequenza,fino ad arrivare a bagnare una volta al giorno, ricordiamoci che la salvia non tollera i ristagni di acqua per cui bisogna togliere sempre l'acqua dal sottovaso.
E' consigliato annaffiare in tarda serata.
Le annaffiature frequenti portano a impoverire il terriccio per questo motivo è importante usare dei fertilizzanti. 
Per  le piante in vaso meglio usare concimi liquidi.

6) Ultimo accorgimento:  è sempre meglio raccogliere  le foglie che si trovano sulla cima dei rami perché  spuntare spesso la salvia  stimola la vegetazione e la pianta sta meglio.


Se usiamo questi accorgimenti abbiamo molte possibilità di avere un bel cespuglio di salvia.


















sabato 7 gennaio 2017

Azalea




Quando penso alle Azalee non posso fare a meno di pensare al motivo per cui non ci sono appellativi per descriverla, si dice che le rose siano le regine dei fiori, che le camelie siano le regine di inverno

Eppure le azalee non hanno niente da invidiare  alle rosa e neppure alle camelie!
Nel linguaggio dei fiori vengono associate alla femminilità, alla temperanza, sono piante ben auguranti  per chi sta affrontando dei cambiamenti,
nei paesi di origine le leggende parlano di loro.........
Ma nonostante ciò, non ci sono appellativi per le azalee, persino il nome non gli rende onore, perchè il significato di azalea in latino è "Terra secca".

Le Azalee e i Rododendri fanno parte di un unica famiglia più o meno rustiche.
La differenza che contraddistingue questi due generi sta essenzialmente nella dimensione, infatti  le azalee sono arbusti piccoli mentre il rododendro nei paesi di origine diventa un albero.

Non sono piante tropicali ma non amano il gelo prolungato.

Coltivare un'azalea può essere gratificante ma molto spesso mortificante.
Non è una  piante più facile da coltivare, spesso chi la compra rimane sconfitto ed evita di ricomprarla.

In genere quando viene comprata  un' azalea questa è in boccio ed è pronta a fiorire e normalmente chi l'acquista cambia il vaso e la porta in appartamento, accoppiata pericolosa per l'azalea.
Quando compriamo un azalea  non dobbiamo cambiare vaso, meglio aspettare dopo la fioritura e che abbia fatto la prima vegetazione.
L'azalea non essendo una pianta tropicale ama i climi freschi per cui in appartamento è bene trovare sempre una zona più fresca e luminosa possibile, deve essere annaffiata regolarmente senza eccedere e senza ristagni, sia la poca acqua che la troppa acqua provocheranno danni irreparabili alla pianta.
Se l'azalea viene coltivata all'aperto deve essere tenuta lontano dai raggi solari e riparata dai venti freddi e dal gelo.
Il periodo migliore per il trapianto è la primavera e l'autunno, sempre  dopo che l'azalea ha fiorito ed ha iniziato a vegetare.
Il vaso non deve mai essere troppo grande e siccome l'azalea vive in terreni non calcarei vanno usate terricci specifici per piante acidofile.

Le azalee sono spesso attaccate dalla cocciniglia, insetto che si annidia lungo il tronco e sulle punte.
La cocciniglia che attacca l'azalea assomiglia ad un  batuffolo di cotone, se viene schiacciata uscirà un liquido arancione.
Per eliminarla è necessario trattara la pianta con insetticidi e oli minerali, se l'attacco è di lieve entità si può eliminare questo insetto con del cotone imbevuto con alcool diluito nell'acqua, questo metodo eliminerà la cocciniglia adulta ma non le uova,  perciò è possibile una ricomparsa dell'insetto.















La Vrisea

La Vrisea è fra tutte le bromelie la più bella.
Cugina dell'ananas, proviene da zone tropicali e vive aggrappata alle piante senza sfruttare quest'ultime,essendo epifita ma non parassita.
Pianta facilissima nella coltivazione si ambianta facilmente a tutti gli appartamenti ma teme il gelo.
Spesso viene consigliato di tenere sempre acqua nel pozzetto centrale della pianta ma questo non è del tutto corretto,perchè questo accorgimento va bene solo quando la pianta non è fiorita e visto che viene sempre acquistata in procinto di fiorire l'acqua nel pozzetto può portare marciumi e compromettere la vita stessa della vrisea.
La vrisea ha una fioritura breve ma le brattee colorate durano a lungo.
Una volta secche le brattee, la pianta madre muore e alla base di essa nasceranno nuove piantine.
Far fiorire una vrisea o le bromelie in genere non è facile,i floricultori che la coltivano  versano acetilene diluita nell'acqua nel pozzetto centrale . Un metodo curioso da provare è quello di chiudere in un sacchetto di nylon la vrisea insieme ad una mela matura per una settimana, la mela maturando svilupperà etilene e questo gas stimolerà la vrisea a fiorire.

lunedì 19 maggio 2014

Il gambo nero del geranio



Il geranio è sempre stata la pianta più richiesta per abbellire giardini e terrazzi data la sua abbondante fioritura e la sua facilità di coltivazione.Da  alcuni anni purtroppo il suo classico vigore però non sempre riesce ad esprimersi nel tempo.Infatti  dopo una primavera di grande sviluppo e abbondante fioritura , appena le temperature si elevano alle temperature estive il geranio inizia  a deperirsi: si seccano le foglie, diventa giallo e spoglio,il gambo diventa nero, diminuisce la fioritura e anche quei pochi fiori sono brutti e stentati.

Al contrario di quanto pensano in molti, questo deperimento non è dovuto alla poca resistenza al sole da parte del geranio, anzi il geranio è una delle poche piante fiorite che resiste bene ai raggi solari diretti.
A provocare questo problema è invece una farfallina.



Questa farfallina,meglio conosciuta come farfallina  dei gerani è  originaria del Sudafrica,da dove con ogni probabilità è stata importata ma ha trovato un ambiente favorevole specialmente nel nostro paese grazie al  clima mite e alla  totale assenza di antagonisti naturali.
Questo insetto come tutte le farfalle ha un aspetto delicato e grazioso , ma quando è ancora un bruco è un instancabile divoratore di gerani.
La farfalla depone le uova nei boccioli e nella pagina inferiore delle foglie,dopo poco più di una settimana le uova si schiudono liberando le piccole larve che iniziano subito a nutrirsi, inizialmente delle foglie, poi forano il  gambo  cibandosi del midollo.Di conseguenza  la parte colpita della pianta morirà e il gambo assumerà il caratteristico colore nero.
 
 Le uova iniziano a schiudersi già intorno ai 20 gradi.A questa temperatura il ciclo vitale della farfalla che comprende nascita del bruco,trasformazione in farfalla che a sua volta depone le uova si completa dopo 60 giorni. Con temperature superiori, questo ciclo si accorcia notevolmente favorito appunto da temperature più elevate tanto che in una sola stagione possiamo avere anche più generazioni e conseguentemente un'attività più intensa da parte di questo insetto.Infatti le regioni più colpite sono quelle del centro sud,dove le estati sono più calde .


Per combattere questo insetto è molto importante intervenire preventivamente con prodotti chimici.
Esistono prodotti  granulari e anche pastiglie.Questi tipi di antiparassitari vanno aggiunti al terriccio al momento del trapianto e proteggeranno la pianta per  un periodo di circa 30 giorni , trascorso questo lasso di tempo è necessario aggiungere di nuovo questi insetticidi .
E' possibile usare anche insetticidi liquidi sistemici, che andranno  vaporizzati sulle piante, ma anche inseriti nel terreno attraverso l'annaffiatura.
Con questo tipo di  trattamento  la pianta sarà protetta per circa 30 giorni, quindi è necessario ripeterlo più volte nell'arco dell'estate.

Rimedi naturali per combattere la farfallina del geranio non ce ne sono,è possibile rendergli la vita difficile avendo alcune accortezze : usare sempre terriccio nuovo ad ogni trapianto per evitare la presenza di eventuali uova,  mantenere forti e vigorose le piante con concimazioni regolari in modo che possano reagire meglio ad eventuali attacchi, controllare periodicamente i gerani ed eliminare manualmente  bruchi e rami malati.


Se hai domande puoi contattarmi anche sulla mia pagina Facebook 
"IL VIVAIO DI BECCI ROSSANO" 















mercoledì 23 aprile 2014

Macchie nere sull'anturium





Perché sul mio Anturium sono comparse delle macchie nere?

Questa è una domanda che mi viene posta spesso soprattutto quando cambia  stagione.

Questo tipo di problema si manifesta spesso oltre che sull'anthurium su alcune varietà di piante d'appartamento come Potus e Ficus Robusta.



Per individuare meglio queste patologie è opportuno osservare attentamente la macchia stessa, perché spesso a provocare macchie nere possono essere diversi fattori:ambientali, esposizioni sbagliate e malattie fungine e appunto solo con un attenta osservazione sarà possibile determinare il problema.                                  
Quando sulle foglie d' Anturium sono presenti macchie secche e asciutte ai bordi delle foglie quasi sempre il problema è dovuto da un ambiente poco idoneo: troppo vicino a fonti di calore, troppo vicino a condizionatori,posizione di passaggio in cui  viene toccata spesso, annaffiature con acqua troppo fredda , una sbagliata concimazione,esposizione diretta ai raggi solari oppure esposizione prolungate a correnti d'aria fredda.
Se sulla propria pianta viene riconosciuta questa patologia e almeno una di queste possibili cause elencate,la soluzione è semplice ,basta spostare la pianta in luoghi   più adatti che rispondano il più possibile alle esigenze della pianta.......Eliminare solo la parte secca della foglia non serve,questa continuerà a ingiallirsi e seccarsi, la cosa migliore da fare è eliminare l'intera foglia colpita.
Quando invece le macchie si trovano all'interno della foglia, con la caratteristica forma circolare marrone, secche al centro  con un alone giallo,siamo  in presenza di una malattia fungina. Questa malattia attacca l'apparato radicale manifestandosi sulle foglie.
A causare questa malattia  è un eccessiva umidità nel terreno:annaffiature troppo frequenti, ristagni d'acqua nel sottovaso oppure l'utilizzo di coprivasi troppo piccoli dove si creano condizioni ottimali per lo sviluppo di malattie .

Per curare questa malattia è necessario utilizzare prodotti fitofarmaci, come fungicidi.Il trattamento deve essere fatto sia a livello radicale che a livello fogliare, ed essere ripetuto almeno dopo 15 giorni.
Curare questo tipo di malattia non è semplicissimo, soprattutto per il costo del prodotto stesso, a volte superiore a quello di una pianta nuova.
Molto più facile è invece prevenire l'insorgere di questa malattia assicurandosi prima di annaffiarla che il terriccio sia asciutto o comunque non zuppo, evitare sempre che rimanga acqua stagnante nei sottovasi e utilizzare dei coprivasi della dimensione giusta per il vaso, in modo che all'interno vi sia una giusta circolazione d'aria.





Macchie provocate da temperature basse.



















l'attacco del fungo può manifestarsi anche così.












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domenica 2 marzo 2014

La calceolarea.... Il fiore chiamato pantofola




Appartenente alla famiglia delle scrofulariaceae, con circa 400 varietà fra annuali e perenni la calceolaria  è una delle piante da fiore che più attira l'attenzione.
A prima vista può sembrare una primula, stesso portamento, stessa consistenza delle foglie, stesso raggruppamento di fiori..........ma è proprio dalla forma dei fiori che la calceolarea si distingue dalla primula e dalle maggior parte delle piante.
I fiori infatti sono tondeggianti, la forma ricorda  quella di una scarpetta , tanto che il suo nome deriva dal latino CALCEOLUS che significa pantofola.
I suoi fiori hanno tonalità accese di rosso,arancio e giallo, spesso con screziature e puntini.



Originaria delle americhe,in natura vive in ambienti rocciosi, freschi e in prossimità di acqua, ma non è una pianta facile da coltivare. Mal si adatta alla coltivazione in giardino per bordure o aiuole, si presta bene invece ad essere coltivata in vaso.

I vasi devono essere poco profondi e riempiti con terricci ben strutturati che non abbiano una grossa ritenzione idrica; la posizione ideale è mezz'ombra , sotto un portico o in una veranda. Può essere coltivata per brevi periodi anche in casa  in stanze illuminate e fresche.
Ha bisogno di annaffiature abbondanti ma evitando sempre il ristagno.Essendo una pianta che necessita di annaffiature frequenti è necessario fertilizzarla almeno ogni 15 giorni con concimi universali.











domenica 12 gennaio 2014

il vivaio: la camelia

il vivaio: la camelia: La camelia è una delle piante più conusciute e diffuse al mondo. A questo genere di piante  appartengono circa 80 specie tra alberi e...

la camelia



La camelia è una delle piante più conusciute e diffuse al mondo.
A questo genere di piante  appartengono circa 80 specie tra alberi e arbusti.
Piante sempre verdi sono provenienti dall'oriente, ma si adattano bene al clima temperato  delle zone mediterranee.

Le specie di camelia più coltivate sono le "Japoniche "e le "Sasanqua" per la loro rusticità e la loro abbondanza nel fiorire e la "Camelia Sinensis" meglio conosciuta come pianta da thè, infatti questa bevanda è ricavata dall'infuso di foglie di questa specie di camelia

La camelia si coltiva benissimo sia in vaso che in piena terra.
La camelia coltivata in vaso, non deve  avere vasi troppo grandi, è meglio rinvasarla ogni due anni dopo la fioritura,usando  terricci specifici per piante acidofile, oppure torba mista a pomice.
I terricci universali hanno spesso un ph troppo elevato per far sviluppare bene una camelia.
Come per tutte le piante coltivate in vaso anche per la camelia è necessario somministrare regolarmente fertilizzanti,preferibilmente liquidi o idrosolubili.
 Nella coltivazione della camelia in piena terra, è necessario innanzi tutto trovare la giusta collocazione.
Questo genere di piante prediligono posizioni ombreggiate o semiombreggiate, è importante che la pianta,soprattutto nel periodo invernale, abbia ombra in prima mattinata perchè in presenza di gelo i raggi mattutini possono rovinare i fiori e talvolta le piante.
Devono essere riparate da venti freddi come tramontana e grecale e in località di mare anche dai venti salmastri di maestrale.
Ricordando che la camelia è una pianta acidofila e che spesso il terreno non dispone delle giuste caratteristiche per questo tipo di pianta è necessario praticare delle buche grandi nel terreno e riempirle con il terriccio specifico in maniera che le radici della camelia traggano il loro nutrimento nello strato di terreno specifico.
E' consigliabile aggiungere periodicamente al terreno terriccio acido oppure letame ben maturo misto a torba ,paglia o foglie,questo oltre a mantenere il terreno umido, rilascerà sostanze nutritive.

Le camelie come tutte le piante acidofile soffrono di clorosi ferrica.
La clorosi ferrica è una patologia  che si manifesta con l'ingiallimento delle foglie con tipiche venature verdi, questo è dovuto dal mancato assorbimento da parte delle radici del ferro.
Il ferro è un microelemento sempre presente  nel terreno, ma  in determinate condizione ad esempio in terreni alcalini (ph alto) o in presenza di alte percentuali di calcare ,non avviene il processo di solubilizzazione che renderebbe il ferro più assimilabile per le radici. .
Per evitare che la camelia entri in clorosi ,basta aggiungere due volte al mese alle annaffiature del ferro chelato.

Queste piante necessitano di terreni molto umidi,e di essere annaffiate regolarmente quando  hanno i boccioli fino alla fioritura, infatti uno dei problemi che maggiormente affligge i neo appassionati di camelie è proprio la caduta dei boccioli dovuta ad una scarsa  e irregolare annaffiatura.
Non necessitano di potature, le uniche operazioni di questo tipo possono essere l'eliminazione di rami secchi e la cimatura per mantenere una forma regolare alla pianta, mentre è importantissimo sbocciolarla, cioè  eliminare boccioli floreali quando questi sono troppi, puo' sembrare un operazione controproducente ma questo consente alla pianta di portare a fioritura quasi tutti i boccioli rimasti.

Questa meravigliosa pianta dal fiore molto simile alla rosa ha un solo difetto: i suoi fiori non sono profumati.
Secondo una leggenda questo difetto è dovuto dalla inflitta dalla Dea Venere per vendetta, la quale aveva ordinato alle Grazie  di punire suo figlio Cupido, frustandolo con rami di rosa affinchè  le spine lacerassero la pelle.
Tale punizione aveva scosso gli dei soprattutto la Dea Flora la quale ordino a sua volta a Zefiro di volare nella terra dove si levava il sole, di prendere alcuni rami di una pianta dal fiore rosso simile alle rose ma con rami privi di spine.
Zefiro ubbidì e consegnò le fruste alle Grazie,queste iniziarono a frustarlo ma non causarono nessuna ferita su Cupido anzi non senti nessun dolore.
Quei fiori estasiarono gli Dei per la bellezza e per la gentilezza ma soprattutto per l'intenso profumo che emanavano, un profumo simile all'Ambrosia.
Ma Venere scoprì l'inganno, infuriandosi si vendicò sulla pianta, ordinò che fosse esiliata in un isola lontana e sconosciuta , e con un incantesimo gli inflisse la punizione finale togliendoli il meraviglioso profumo.

Il nome Camelia si deve ad un gesuita ,  Giorgio Kamel che colpito dalla bellezza di questa pianta chiamata dagli indigeni Tsubakki se la portò in Europa nei primi del 1700.











martedì 17 dicembre 2013

il vivaio: Flores de la noce buena

il vivaio: Flores de la noce buena: LA LEGGENDA DELLA STELLA DI NATALE…  Era la vigilia di Natale, in fondo alla cappella, Lola, una piccola messicana, in lac...

Flores de la noce buena



  • LA LEGGENDA DELLA STELLA DI NATALE…

     Era la vigilia di Natale, in fondo alla cappella, Lola, una piccola messicana, in lacrime pregava:
     “Per favore Dio mio, aiutami! Come potrò dimostrare al bambino Gesù che lo amo? non ho niente, neanche un fiore da mettere a piedi del suo presepe”
     D’un colpo apparve una bellissima luce e Lola vide apparire accanto a lei il suo angelo custode.
     “Gesù sa che lo ami, Lola, lui sa quello che fai per gli altri. Raccogli solo qualche fiore sul bordo della strada e portalo qui.” disse l’angelo.
     “Ma sono delle cattive erbe, quelle che si trovano sul bordo della strada” rispose la bambina.
     “Non sono erbe cattive, sono solo piante che l’uomo non ha ancora scoperto quello che Dio desidera farne.” disse l’angelo con un sorriso .
     Lola uscì e qualche minuto più tardi entrò nella cappella con in braccio un mazzo di verdure che depositò con rispetto davanti al presepe in mezzo ai fiori che gli altri abitanti del villaggio avevano portato. Poco dopo nella cappella si senti un breve sussurro, le erbe cattive portate da Lola si erano trasformate in bellissimi fiori rossi, rosso fuoco.
     Da quel giorno le stelle di Natale in Messico sono chiamate “Flores de la Noce Buena”, fiori della Santa Notte
     
    Nel 1825 Joel Poinsett, ambasciatore americano in Messico, riportò in America semi di Stelle di Natale e le fece conoscere in tutto il mondo! 

sabato 28 settembre 2013

L'orto in vaso













Fare un orto in vaso per chi come me vive in campagna e dispone di terreno a sufficienza per fare degli orti veri e propri può sembrare una perdita di tempo senza spiegazioni.
Ma uscire dalla propria cucina  e raccogliere i propri pomodori,le proprie zucchine e magari anche un cesto di insalata .... ci riempie di soddisfazione ed orgoglio.
Ho letto che oltre a me , sei milioni di italiani si dedicano a questo hobby .

Lo scorso anno ho fatto la mia prima esperienza di coltivazione di orto in vaso,devo dire con scarso successo a causa del poco tempo che vi ho dedicato,perchè se l'orto tradizionale ha bisogno di attenzione e lavoro quello in vaso non è da meno. Quest'anno sono partito più carico e mi sono ripromesso che avrei trovato comunque il tempo per il mio orticello.
Così con l'aiuto dei miei figli ho iniziato con i preparativi:ho preso le fioriere dell'anno passato e dopo aver smosso il terriccio vecchio ne ho aggiunto di nuovo insieme a del concime granulare a cessione graduale.Quest'ultimo rilascerà le sostanze necessarie per le piante per tutta la stagione.
Molte riviste ed esperti consigliano sempre di mettere sul fondo delle fioriere uno strato di argilla espansa oppure ciottoli e cocci per favorire un buon drenaggio, questo è vero ma se usiamo sempre terricci di buona qualità, come quelli fatti con vari tipi di torbe miste a pomice ,non è necessario e le piante avranno più terra a disposizione.

Con l'aiuto di un vanghino ho miscelato tutto e sono poi passato alla fase della piantagione.
Ho piantato una sola pianta di cetrioli con piante di fragole ai piedi,Il cetriolo è una pianta vigorosa e rampicante così ho fatto in modo che la  pianta crescendo si potesse arrampicare  su di una rete metallica.
Non possono mancare i pomodori nell'orto, la mia scelta è ricaduta sul tondo liscio rampicante.A mio avviso le varietà nane come il ciliegino e il datterino sono più adatte per essere coltivate in vaso, ma ho voluto provare,costruendo  una struttura portante dove far  rampicare le piante.
Ho piantato 3  melanzane,di varietà diverse, anch'esse sostenute da delle canne di bambù.
Ho fatto altri vasi:uno con peperoncini piccanti tondi da ripieno,, uno con il basilico , uno con erba cipolline e ho inoltre seminato ravanelli e broccoletti (cime di rapa) ed in un secondo tempo ho piantato una zucca da fiore.
I primi tempi ho annaffiato tre volte a settimana,poi con il passare del tempo e con le piante già cresciute ed in fiore tutte le sere e abbondantemente.

A fine stagione posso fare il resoconto del mio orto:ne sono rimasto entusiasta!!!!I primi risultati li ho avuti con i ravanelli e  le cime di rapa, poi  con il basilico e l'erba cipollina,ho avuto una buona produzione di melanzane ,posso dire che  la varietà che ha reso maggiormente è quella lunga,i pomodori sono stati abbondanti  non grossi come frutto ma molto gustosi, ma i fiori all'occhiello del mio orto sono stati la mia pianta di cetriolo che ha rifornito il vicinato e  la zucchina da fiore  che per settimane ha regalato fiori in quantità......soprattutto alla mia vicina che spesso li cucinava anche per noi.Anche i peperoncini  hanno prodotto in grande quantità permettendomi addirittura di preparare dei bei vasetti di peperoncini ripieni sott'olio!!
Insomma sono contento del risultato ed è un esperienza che consiglio a tutti.